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Papuasia: un mondo affascinante

Introduzione – Esplorare la Papuasia significa immergersi in un territorio ricco di storia e cultura, situato in Melanesia nell’Asia tropicale, nel suggestivo scenario del sudovest dell’Oceano Pacifico. Questa presentazione offre una breve un’analisi della sua storia coloniale, della sua ricca biodiversità e delle tradizioni uniche dei suoi abitanti, i Papua.

Origini del Termine Papuasia – Il termine “Papuasia”, originario dal malese “papuah”, che significa “riccio, arricciato (detto dei capelli)”, un tempo era utilizzato per designare la regione della Nuova Guinea, ma è caduto in disuso. Oggi, la Papuasia rimane un affascinante crocevia di culture e tradizioni millenarie.

Pratiche agricole nella remota antichità – Le radici storiche di Papuasia risalgono a millenni fa, quando popolazioni umane si insediarono in questa grande isola dell’Oceania. Intorno al 6.000 a.C., le comunità locali svilupparono una delle prime forme di agricoltura conosciute, con tecniche innovative come l’irrigazione e la rotazione delle colture. La permacultura[1] e la silvicoltura erano pratiche diffuse, dimostrando una profonda connessione con l’ambiente circostante. In particolare venivano curate le piantagioni di “Casuarina oligodon”, un albero nativo alto e robusto, adatto all’uso per legname e combustibile, con noduli radicali che fissano l’azoto. Era diffusa la coltivazione della canna da zucchero e del taro (Colocasia esculenta), pianta erbacea perenne della famiglia delle Aracee, originaria dell’Asia centro-meridionale. Dai tuberi, somiglianti alle patate si ricavava farina e amido. Era molto praticato l’allevamento del bestiame, specialmente maiali/cinghiali e cani canori. Le popolazioni aborigene erano anche particolarmente abili nella costruzione di natanti ed erano capaci di viaggi oceanici.

Esplorazioni europee e colonizzazione – Il primo contatto con l’Europa avvenne nel 1526, segnando l’inizio di un periodo di esplorazioni e colonizzazioni. Gli olandesi e gli inglesi si insediarono lungo le coste dell’isola nei secoli successivi, nel 1884 la Nuova Guinea fu spartita tra Olanda, Prussia e Gran Bretagna. Dopo la prima guerra mondiale, il territorio passò sotto amministrazione australiana.

Papua e Nuova Guinea – Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Papuasia fu occupata dai giapponesi, ma nel 1945 furono scacciati dalle forze alleate. Dopo il conflitto, l’ONU affidò all’Australia l’amministrazione fiduciaria del territorio. Nel 1949, la grande isola fu divisa in Papua e Nuova Guinea.

L’Indipendenza – Negli anni successivi, Papuasia intraprese il suo percorso verso l’autonomia. Nel 1962, l’Olanda concesse l’indipendenza, ma l’annessione all’Indonesia della Nuova Guinea occidentale nel 1963 pose nuove sfide. Finalmente, nel 1975, Papuasia ottenne la piena indipendenza come Papua Nuova Guinea, mentre la parte occidentale rimane tutt’oggi parte della provincia indonesiana di Papua Occidentale.

Conclusione – Papuasia è molto più di una terra ricca di risorse naturali; è un crocevia di culture, storia e tradizioni millenarie. Questa presentazione ha offerto solo un assaggio della sua complessa e affascinante storia, invitando a esplorare ulteriormente questo straordinario territorio.

⌚ 11.07.2024

[1] La permacultura è una pratica agricola che consente di produrre cibo, fibre ed energia per soddisfare le necessità della popolazione, preservando l’ecosistema naturale.

 

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Una risposta a 💡 Riflessioni

  1. Alessio_Andreoli scrive:

    Quanto sto leggendo in questi giorni mi inquieta parecchio. L’argomento è l’intelligenza artificiale detta AI o IA ed il cosiddetto metaverso, in particolare lo sviluppo in rapida evoluzione di ChatGPT un modello di linguaggio di grandi dimensioni sviluppato da OpenAI integrato nel mondo del metaverso. Tra i vari progetti nel mondo del metaverso una delle numerose società che ci lavorano ha quello denominato “Live Forever” ossia vivere per sempre. Praticamente, attraverso ChatGPT viene memorizzato dalla AI il modo in cui una persona parla, si muove, pensa, ragiona, canta insomma tutto quanto caratterizza un individuo. Il tutto viene integrato in un avatar nel metaverso, nel mondo virtuale.
    Praticamente questo avatar, col tempo attraverso ChatGTP mano a mano che impara, diventerà una copia molto fedele di noi stessi e potrà, dopo la nostra morte continuare ad interagire con il mondo esterno attraverso la realtà virtuale. Se poi l’avatar verrà realizzato somigliante o addirittura uguale a noi il gioco è fatto, la virtuale vita eterna è realizzata.
    Tutto questo non è ancora disponibile ma manca davvero poco, o almeno questo è quanto dichiara Artur Sychov di Somnium Space e francamente non ci sono evidenze per non credergli, al contrario ci sono evidenze che il tutto è perfettamente fattibile.
    Lo scopo del progetto è nobile (come tanti altri …), per chi ne sente la necessità (al di là del costo di cui non si parla) potrà comunicare, anche dopo la morte, con i suoi cari ed avere l’illusione (perché di illusione si tratta) di perlomeno ridurre il trauma del distacco e forse elaborare meglio il lutto.
    Se da una parte ci sono aspetti sicuramente interessanti, come poter interagire con i grandi odierni personaggi che hanno fatto la storia nella cultura, nella scienza, nell’arte per contro diventeranno eterni anche i personaggi più loschi, più truffaldini, stragisti, figuri oscuri e biechi contro cui la società ha dovuto combattere o subirne le angherie. Non entro nel merito ma ne abbiamo parecchi anche qua da noi in Italia, personaggi con grande disponibilità economica le cui caratteristiche sono la prepotenza, l’arroganza, che pensano di essere onnipotenti e che tutto gli sia dovuto. Personaggi che godono nel calpestare i diritti altrui, senza scrupolo alcuno. Ebbene anche queste figure, probabilmente molto più di altri proprio per la loro disponibilità economica, popoleranno il mondo virtuale. Possiamo solo sperare che gli ingegneri informatici ci mettano a disposizione diversi livelli/dimensioni in cui scorrazzare con i nostri visori, sperare che almeno uno di questi livelli replicherà un mondo popolato da avatar gentili ed educati, pazienti e disponibili ad insegnarci le cose che non conosciamo, “amici” con cui giocare a carte o a scacchi. Io ci spero anche se quanto sto leggendo sull’interazione fra metaverso e l’AI mi inquieta molto più di quanto possa entusiasmarmi.

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