📖 Tedesco Rosa

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Rosa Tedesco

 

Rosa Tedesco

Italian Coordinator
presso English Gate School

         
           

Intervista a Rosa Tedesco  sul suo libro Come aquile e delfini, a cura di Giovanni Corsi

Intervista:

  • A quanti anni ha incominciato a scrivere e quando ha realizzato che la scrittura poteva essere una passione da mettere in opera?

📌 Ho iniziato a scrivere quando ho scoperto che potevo “confidare” sul mio diario le mie lamentele e tutti i problemi che mi facevo da piccola. Esploravo in questo modo i miei conflitti interiori e selezionavo quelli importanti e quelli da lasciare andare. In seguito, la mia maestra ha scoperto che avevo una vena creativa che mi faceva riempire interi fogli e leggeva i miei temi alla classe e poi li leggevano nelle altre classi. Ciò mi incuriosiva parecchio, però ho continuato a scrivere di tutto: per il giornalino della scuola, per un Diario di Bordo che raccoglieva storie, poesie e disegni miei e dei miei compagni. Restava un ricordo per tutti!

  • Quali difficoltà ha incontrato durante il processo di scrittura del libro?

📌 Non ho incontrato difficoltà particolari. Allorché immagini un personaggio cerchi di dargli delle caratteristiche credibili e, quando trovo riscontri nella realtà, vado a pieno ritmo, cogliendo sfumature e caratteristiche che ad altri sfuggono. In questo modo creo intrecci probabili e trame che poi sviluppo verificando nella realtà che mi circonda.

  • Dora, la protagonista del suo romanzo, si trova a dover affrontare sfide molto intense, tra responsabilità familiari e scelte sentimentali. In che modo il suo percorso interiore riflette la sua personale visione della crescita e dell’autodeterminazione?

📌 Fin da piccola ho sempre avuto una percezione di me come essere libero e ho cercato di stare lontana da chi voleva manipolarmi o inserirmi in gruppi. Quando frequentavo l’oratorio era difficile per me far parte di un gruppo che non fosse costruttivo. Temevo molto il potere del branco e quindi mi defilavo appena vedevo che qualcuno aveva idee strane e cercava di condurre gli altri su strade pericolose o non risonanti con le mie percezioni. Preferivo scoprire da sola il mio mondo, senza interferenze. Mia madre e mio padre si fidavano di me e mi lasciavano vivere. Il mio ambiente familiare era fecondo: mia madre conosceva a memoria tutti i melodrammi della lirica e mio padre conosceva a memoria la Divina Commedia. Sono cresciuta con i miei fratelli e sorelle in mezzo ai libri che in casa abbondavano. Inoltre, i mei genitori erano maestri di taglio e di cucito e da piccola ho imparato a cucire e ricamare.

  • Nel libro, Dora riscopre la sua interiorità grazie all’amica Silvia e alla scrittura di fiabe per bambini. Quanto è importante, secondo lei, l’immaginazione come strumento di autoanalisi e di evoluzione personale?

📌 A mio parere, l’immaginazione è quella parte di noi che ci permette di accedere all’inconscio collettivo e ci relaziona con l’universo intero. Sentire le atmosfere e fiutare gli animi è una magia che ti corre sulla schiena e ti porta a scoprire le sfumature delle persone e dei luoghi. Il rapporto con gli altri per me è fatto di queste cose: empatia e condivisione non solo di aria. Ogni volta che accedi a un piano d’osservazione puoi capire dove ti trovi e interagire con tutto ciò che ti sta intorno. Per quanto mi riguarda cerco sempre di tenere la testa sulle spalle e con molta semplicità cerco di capire e “sentire” atmosfere, ambienti e persone. Credo si tratti di risonanza! Il fisico Pier Giorgio Spaggiari afferma che il nostro corpo è un insieme di circuiti risonanti in grado di ricevere informazioni dall’esterno, oltre che a generarne dall’interno. 

  • Ha raccontato che scrivere per lei è sempre stato un modo per comprendere meglio le emozioni e le persone. In Come aquile e delfini c’è un episodio o un personaggio in cui si riconosce particolarmente?

📌 Ogni personaggio rispecchia una parte di me: Dora con le sue paure, Silvia che si butta nella vita con la sua incoscienza, Sergio che è combattuto tra la madre e Dora, Lorenzo che rappresenta l’ideale di uomo che lavora nel sociale a tutto campo. L’episodio che sento più vicino al mio modo di essere è quello che racconta il rapporto di Dora con il padre.

  • Ha citato molti autori che l’hanno influenzata nel tempo, da Calvino a Dacia Maraini, da Ammaniti a Camus. C’è uno di questi scrittori che ha ispirato particolarmente la sua opera, sia nello stile narrativo che nei temi trattati?

📌 Ammaniti mi ha aperto un mondo: scrivere fuori dagli schemi imposti dalle mode o dalle correnti. Calvino ha solleticato la mia immaginazione e, tuttavia, a mio parere, Calvino e Ammaniti sono simili nella verve letteraria. Che dire della poesia che emana da Grazia Deledda, della passione e intelligenza nei romanzi di Susanna Tamaro, delle descrizioni di Wilbur Smith e Ken Follett che sanno ricamare ambienti e atmosfere con la precisione degli orafi e dei chirurghi.

  • Il titolo del suo romanzo evoca immagini potenti di libertà e armonia con la natura. Può raccontarci come è nato e quale significato simbolico ha per lei?

📌 Da Sagittario mi sono sempre elevata al di sopra di cose e situazioni per guardarle meglio da altri punti di vista. Ma questi voli spesso pindarici mi portano lontano e  mio marito, non a caso un Toro, sa riportarmi con i piedi per terra. Sento un legame forte con l’acqua come genitrice primordiale e  quando sono giù di tono sogno di nuotare nell’oceano con i delfini e lì si scioglie tutto il marasma emotivo accumulato.

  • Quale reazione ha ricevuto finora dai suoi lettori?

La reazione più interessante è di una giovanissima che mi ha scritto “Ho appena finito di leggere il tuo libro e volevo condividere con te quanto il tuo romanzo “Come aquile e delfini – respira Dora respira” mi abbia colpito. Ogni pagina mi ha trasmesso una sensazione di libertà e introspezione, che mi ha fatto esplorare non solo le avventure dei personaggi, ma anche le mie proprie riflessioni interiori. Spero che tu continui a esplorare questi temi nei tuoi futuri lavori, perché hai un talento unico che mi ha fatto sognare con il cuore e la mente.” Ecco, leggere queste parole scritte da una ventenne mi ha riempito il cuore, perché è esattamente questo il risultato che volevo ottenere!

  • Quali progetti ha per il futuro?

I miei progetti futuri prevedono un sequel di “Come aquile e delfini”, peraltro già quasi pronto, in cui esploro altre dimensioni dell’anima e rende una visione del mondo intorno a Dora molto più vasto e complesso. Colpi di scena e ritmo incalzante, con personaggi molto particolari e aderenti ai luoghi che vengono proposti e descritti, il sequel offre al lettore un quadro d’insieme accattivante e multisfaccettato.

 RosaTedesco, Come aquile e delfini, BookSprint Edizioni, 2025

 

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