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Rosa Tedesco
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Rosa Tedesco |
📌 Ho iniziato a scrivere quando ho scoperto che potevo “confidare” sul mio diario le mie lamentele e tutti i problemi che mi facevo da piccola. Esploravo in questo modo i miei conflitti interiori e selezionavo quelli importanti e quelli da lasciare andare. In seguito, la mia maestra
📌 Non ho incontrato difficoltà particolari. Allorché immagini un personaggio cerchi di dargli delle caratteristiche credibili e, quando trovo riscontri nella realtà, vado a pieno ritmo, cogliendo sfumature e caratteristiche che ad altri sfuggono. In questo modo creo intrecci probabili e trame che poi sviluppo verificando nella realtà che mi circonda.
📌 Fin da piccola ho sempre avuto una percezione di me come essere libero e ho cercato di stare lontana da chi voleva manipolarmi o inserirmi in gruppi. Quando frequentavo l’oratorio era difficile per me far parte di un gruppo che non fosse costruttivo. Temevo molto il potere del branco e quindi mi defilavo appena vedevo che qualcuno aveva idee strane e cercava di condurre gli altri su strade pericolose o non risonanti con le mie percezioni. Preferivo scoprire da sola il mio mondo, senza interferenze. Mia madre e mio padre si fidavano di me e mi lasciavano vivere. Il mio ambiente familiare era fecondo: mia madre conosceva a memoria tutti i melodrammi della lirica e mio padre conosceva a memoria la Divina Commedia. Sono cresciuta con i miei fratelli e sorelle in mezzo ai libri che in casa abbondavano. Inoltre, i mei genitori erano maestri di taglio e di cucito e da piccola ho imparato a cucire e ricamare.
📌 A mio parere, l’immaginazione è quella parte di noi che ci permette di accedere all’inconscio collettivo e ci relaziona con l’universo intero. Sentire le atmosfere e fiutare gli animi è una magia che ti corre sulla schiena e ti porta a scoprire le sfumature delle persone e dei luoghi. Il rapporto con gli altri per me è fatto di queste cose: empatia e condivisione non solo di aria. Ogni volta che accedi a un piano d’osservazione puoi capire dove ti trovi e interagire con tutto ciò che ti sta intorno. Per quanto mi riguarda cerco sempre di tenere la testa sulle spalle e con molta semplicità cerco di capire e “sentire” atmosfere, ambienti e persone. Credo si tratti di risonanza! Il fisico Pier Giorgio Spaggiari afferma che il nostro corpo è un insieme di circuiti risonanti in grado di ricevere informazioni dall’esterno, oltre che a generarne dall’interno.
📌 Ogni personaggio rispecchia una parte di me: Dora con le sue paure, Silvia che si butta nella vita con la sua incoscienza, Sergio che è combattuto tra la madre e Dora, Lorenzo che rappresenta l’ideale di uomo che lavora nel sociale a tutto campo. L’episodio che sento più vicino al mio modo di essere è quello che racconta il rapporto di Dora con il padre.
📌 Ammaniti mi ha aperto un mondo: scrivere fuori dagli schemi imposti dalle mode o dalle correnti. Calvino ha solleticato la mia immaginazione e, tuttavia, a mio parere, Calvino e Ammaniti sono simili nella verve letteraria. Che dire della poesia che emana da Grazia Deledda, della passione e intelligenza nei romanzi di Susanna Tamaro, delle descrizioni di Wilbur Smith e Ken Follett che sanno ricamare ambienti e atmosfere con la precisione degli orafi e dei chirurghi.
📌 Da Sagittario mi sono sempre elevata al di sopra di cose e situazioni per guardarle meglio da altri punti di vista. Ma questi voli spesso pindarici mi portano lontano e mio marito, non a caso un Toro, sa riportarmi con i piedi per terra. Sento un legame forte con l’acqua come genitrice primordiale e quando sono giù di tono sogno di nuotare nell’oceano con i delfini e lì si scioglie tutto il marasma emotivo accumulato.
La reazione più interessante è di una giovanissima che mi ha scritto “Ho appena finito di leggere il tuo libro e volevo condividere con te quanto il tuo romanzo “Come aquile e delfini – respira Dora respira” mi abbia colpito. Ogni pagina mi ha trasmesso una sensazione di libertà e introspezione, che mi ha fatto esplorare non solo le avventure dei personaggi, ma anche le mie proprie riflessioni interiori. Spero che tu continui a esplorare questi temi nei tuoi futuri lavori, perché hai un talento unico che mi ha fatto sognare con il cuore e la mente.” Ecco, leggere queste parole scritte da una ventenne mi ha riempito il cuore, perché è esattamente questo il risultato che volevo ottenere!
I miei progetti futuri prevedono un sequel di “Come aquile e delfini”, peraltro già quasi pronto, in cui esploro altre dimensioni dell’anima e rende una visione del mondo intorno a Dora molto più vasto e complesso. Colpi di scena e ritmo incalzante, con personaggi molto particolari e aderenti ai luoghi che vengono proposti e descritti, il sequel offre al lettore un quadro d’insieme accattivante e multisfaccettato.
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