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Esiste un gioco tramandato da migliaia di anni. È il più facile e il più difficile dei giochi allo stesso tempo. Sperimentandolo intraprenderete un viaggio al di fuori del tempo. Incontrerete mille avversità, crederete di essere sul punto di impazzire, ma una forza invisibile continuerà sempre a guidarvi, fino a ricongiungervi con la parte più intima di voi stessi. Allora ogni cosa vi apparirà sotto una nuova luce, e la vostra vita si trasformerà per sempre. |
📌 Tra tutti i libri che ha scritto mi ha colpito Il gioco segreto. Da dove nasce l’ispirazione per questo libro? All’età di diciotto anni frequentavo una sorta di salotto New Age. Si discettava di filosofia, esoterismo, scienze olistiche et similia. Facevamo esperimenti con il Reiki, la meditazione, i cristalli e lo sciamanesimo. Avevamo anche un forum virtuale dove condividere riflessioni, racconti, opinioni, articoli e via dicendo. “Il gioco segreto” non è altro che una raccolta di quelle riflessioni e di quelle esperienze: quando decisi di esordire come autore, prima di inventare qualcosa di mio, cominciai a lavorare sul materiale che avevo già a disposizione, ovverosia le storie ed i ricordi di quel gruppo di amici, che rammento con affetto, e che in qualche modo seppero rimettermi al mondo in un periodo molto complicato della mia esistenza. 📌 Nel libro Il gioco segreto, cosa l’ha ispirato a scrivere il racconto “Esistenze geneticamente modificate”, che esplora l’evoluzione umana dal vivere in armonia con il presente a una società dominata da costruzioni sociali e comportamenti ritualizzati. Ad ispirarmi è stato l’aver vissuto in prima persona – e talvolta il vivere tuttora – quello stadio dell’essere che nel racconto viene definito “primordiale”, quel flusso continuo di energia del tutto impersonale e scevro da qualunque forma di giudizio od identificazione, la vita in tutta la sua potenza, qualcosa di così intenso e soverchiante da lasciarmi sovente atterrito e sgomento, ma anche colmo di gratitudine. Quella del cosiddetto “bambino interiore” è una dimensione profondamente spirituale e difficile da descrivere; spero di aver reso anche solo lontanamente l’idea. 📌 A quanti anni ha incominciato a scrivere e quando ha realizzato che la scrittura poteva essere una passione da mettere in opera? Scrissi il mio primo articolo all’età di undici anni, per una rivista scolastica. Non ricordo quale fosse l’argomento, ma dovette riuscirmi abbastanza bene, perché da allora non smisero di pubblicare i miei temi. 📌 Lei ha problemi motori, quali sono le difficoltà che deve superare per scrivere e gestire le apparecchiature elettroniche necessarie? Quando si tratta di scrivere, non ho grosse difficoltà, tranne il dovermi sgranchire spesso mani e gambe. I problemi, purtroppo, sono ben altri. Ho grossissime difficoltà a viaggiare, ed a svolgere alcune tra le più comuni mansioni quotidiane. Mi muovo ed agisco nella dimensione alquanto ristretta del mio quartiere d’origine, dove non mancano commenti sgradevoli ed un certo tipo di stigmatizzazione (ma anche, ad onor del vero, piccoli e grandi gesti di solidarietà). 📌Qual è il suo racconto preferito del libro e perché? “Il potere di cambiare” è il mio racconto preferito, perché resto convinto che cambiare il mondo non sia solo possibile, ma anche alquanto semplice. In questo racconto, cerco di spostare il punto di vista dalla dimensione geopolitica a quella della vita di tutti i giorni. Quando diciamo “cambiare il mondo” tendiamo sempre a sottintendere un qualcosa di gigantesco, da attuarsi in un imprecisato futuro ad opera di non si sa bene chi o cosa… Non ci rendiamo quasi mai conto che i grandi eventi non sono altro che un insieme di piccole azioni, o che, volendo citare il racconto stesso, le grandi montagne sono solo un insieme di tanti minuscoli granelli di sabbia. Guardiamo a ciò che non abbiamo – la montagna – ma non diamo valore a ciò che abbiamo, cioè una manciata di sabbia che, se maneggiata accuratamente, può cambiare la forma della montagna stessa. “È proprio la somma dei nostri piccoli poteri gettati alle ortiche”, scrivo nel libro, “che irrobustisce quel gigantesco agglomerato la cui ombra incombe su di noi, che conferisce sempre più forza e audacia ai potenti, scatenando conflitti, divisioni e malcontento a livello planetario”. 📌 Quali difficoltà ha incontrato durante il processo di scrittura del libro? Non è stato semplice selezionare, redigere ed ordinare i testi secondo un indice, dal momento che ciascuno potrebbe essere letto come un racconto a sé stante; ho dovuto svestire più volte i panni dello scrittore e indossare quelli dell’editor, non avendo ancora, all’epoca, una casa editrice alle spalle. Quando lo scrittore e l’editor sono la stessa persona, la qualità del prodotto rischia di risentirne. In parole povere, ho dovuto fare tutto da solo e ciò ha richiesto di riscrivere il libro più e più volte. 📌 Quali autori o opere l’hanno influenzata nello scrivere questo libro? Come ho già detto, sono stato influenzato più che altro da un gruppo di amici, uno in particolare. Non nego, tuttavia, che l’aver letto in giovane età gli scritti di Osho mi abbia molto aiutato a fare miei determinati concetti; per non parlare dei Vangeli e di Gesù. 📌 Nei suoi libri ha trattato vari argomenti, può definirsi uno scrittore eclettico? Direi di sì. Ho spaziato dalla spiritualità ai racconti di vita vissuta, dal fantasy agli investimenti, e mi piace pensare di aver appena cominciato. Quando mi imbatto in un argomento di mio interesse, mi ci tuffo senza stare troppo a pensare al perché o al come. 📌 Quale è il messaggio centrale che spera i lettori colgano dai suoi racconti? Vorrei che il lettore ed il messaggio diventassero la stessa cosa. Non so se mi spiego. In altre parole, vorrei che ciascuno abbia la sensazione che le pagine di questo libro stiano parlando proprio a lui ed a lui soltanto. 📌Quale reazione ha ricevuto finora dai suoi lettori? “Il gioco segreto” è un libro che temo di aver sottovalutato. Fino a non molto tempo fa, lo consideravo un esordio mediocre. Poi una ragazza è venuta da me con le lacrime agli occhi, a dirmi “Io non so come hai fatto”. Allora mi sono reso conto di aver lasciato il segno. Ho avuto modo di incontrare anche altri lettori, e tutti mi hanno riservato uno sguardo particolare, intenso, carico di significati inespressi e parole non dette. Così, a volte dico a me stesso che farei bene a promuoverlo ed a parlarne in giro. Eppure, tutte le volte qualcosa, dentro o fuori di me, si frappone. È come se fosse il libro stesso a scegliere i lettori, anziché il contrario. 📌 Quali progetti ha per il futuro? Sto cercando collaboratori ed appassionati per far sì che “Volevamo essere cattivi ma non ci siamo riusciti” divenga un film, e che le avventure della mezzelfa Duthiannen (Giunta di notte, Il settimo zaffiro, l’Arcimaga) divengano un videogioco od un gioco di ruolo. Sto gestendo anche una piccola raccolta fondi, col proposito di reperire finanziamenti per curarmi, attrezzarmi e cominciare a muovermi sul mercato anglosassone. Inoltre, ho iniziato a lavorare alla primissima bozza di un romanzo di fantascienza. |
Personaggio intelligente, sagace e intrigante. Sa cogliere le contingenze storiche e metterne in evidenza contraddizioni e storture. Versatile ed eclettico: le sue narrazioni riportano agli antichi favolisti che criticavano il potere politico con il potere della parola dove la morale finale riporta sempre a un’etica comportamentale. Un modo di bacchettare costumi e persone. Bravissimo negli intrecci e nell’esposizione finalizzati all’ottenimento di un divertimento intelligente. Autore prolifico al quale riservare la propria fiducia per la chiarezza di pensiero critico e oggettivo. Mai manipolatorio: propone fatti e coinvolge il lettore nell’argomentazione. Evidente la volontà di correre verso il futuro immaginandolo diverso, più vivibile, più giusto, più pulito.